Vuoto

Horror Vacui.

Troppe parole caotiche, eccessive, non servono a trasmettere ma semplicemente a riempire uno spazio, a dare l'illusione che sia pieno e pregno.
Basta.
Di fronte questo abuso della parola, del suono, del colore, ammassati con la sola funzione di scacciare un'atavica paura, io trovo più eloquente
Il Vuoto.

29 Settembre

Overture

Nell'incalzante volta celeste, un microscopico punto di luce

attira il mio sguardo più dell'infinita oscurità.

È Speranza, è Lontananza.

Uno specchio cangiante la riflette:

sulla superficie dell'acqua mille minuscoli bagliori

scintillano e danzano come stelle cadenti

e attraverso i miei occhi quei lampi lontani

al confine tra il lago e il cielo

illuminano la mia Anima.

sabato 24 aprile 2010

Il tutto è più della somma delle parti

Come cominciare se non dal parto,

parto e chissà quando tornerò. Chi mi cerca troverà il seme della vittoria sotto la bandiera, abbandonato sotto il cielo d'estate. Tre ciechi vennero tutti insieme chi cantava una strofa, chi un'altra ma tutti e trentatrè contemporaneamente.

Se mi fermo sono tutti qui, ma non già ormai con la riserva che se non io mi piacerebbe tutto quanto lui se non me ne trova uno lo spacco senz'altro ma non perdono giammai, tocco ma non perdono.

Trefilate di seguito son tante e me le pappo tutte quante fi fai fi feffe fi fai fo fu, se non tornerò stasera mi nascondo in ciminiera se non salti sotto al tetto tira fuori il copriletto se non mangi ciò che dormi non troverai ciò che cerchi se non tra i porci. Per chi aspetta al cimitero non saprà mai se fossi sincero, come anche se no altrimenti, perché no, d'altra parte.

Anche andando avanti non si prosegue mai come tre trattori che saltano e bevono ma mai cadranno se non si va non si torna chi più ne ha più ne metta e tutti fuori in bicicletta. Trallallro trallalla chissà quando finirà se la morte vuol coraggio tu ribatti fogli faggio.

Questa sera inizierà il gioco di fuffolo di tu tiallolillallero filo questo e lutto intero la pesca matura disse al fico ghiociialemme lupp liro puzza lupa lipo lero.


Troppe avversità violarono il fato non in cui ma mentre se chi uccise fu salvato chi nuota non avrà mai capito la verità sta nel suono ma il nascondiglio del sogno si palesa solo a coloro i quali si indossa bermuda, nonostante la stagione calda come quando si suonò abbondantemente ma con coerenza, sebbene non credevo in lui, egli raggiunse il traguardo come rapido falco avvinghiò la preda in uno spasmo di colore.

Trinisfera sia sincera se non dorme torta pera, se l'ambicco col colbacco pianta forte donna sasso.

Troppo tempo troppo vuole non ritornan le parole che non volle così colà tutto quel che non è stato sarà non in un' illusione primaverile ma quanto più in un' ombra mattutina. Nel livore del cielo scorgerò che i tempi sono maturi e l'avvento avanza.

Trame intricate di ragne decorate simbolo di fertilità e fulgore degni rivali di plasticosi idoli ribelli infangati dall'umore primordiale olocenico mesozoico del cinghiale mattutino.

Spara lento ma con contegno la gabbia della mente mentre mente la menta lallallà trallallero tralalù

venerdì 22 gennaio 2010

Rivelazioni

Il tentativo di inquadrare il mondo in uno schema non è differente dal tentativo di disegnare la forma del mare.

Ricercare il perché della vita è voler sapere perché il fiume ha tanta voglia di raggiungere l'oceano.

domenica 6 dicembre 2009

La Volpe e l'Uva



Eccola la. L'uva. Così bella. Così lontana.
Dio sa quanto vorrei averla. Ma è così lontana... 
A volte mi sembra irraggiungibile, e penso che forse non ci arriverò mai. 
A volte però il mio cuore si illumina di speranza.
E allora sogno il momento in cui finalmente spiccherò il balzo e la prenderò.
E sarò felice. 
Ma intanto vedo gli altri attorno a me raggiungere la loro uva. Quanto li invidio... 
Alcuni la raggiungono facilmente, sembra che siano nati per farlo. Sembra quasi che la vite si curvi verso di loro mentre spiccano il balzo, e che l'uva si chini dolcemente, per farsi prendere da quelle labbra. E' un movimento melodioso, leggero. 
La maggior parte però deve compiere più tentativi, non sempre gli va bene.
A volte prendono di mira uva che sta troppo in alto e cadono scomposti cercando di prenderla, altre volte la sfiorano e sembra che stiano per coglierla prima di scivolare e precipitare a terra. 
Anch'io una volta sono riuscto ad afferrare un paio di gustosi acini prima di rovinare al suolo. Penso che l'uva sia la cosa più straordinaria che esista. Penso di averne bisogno. 
Ma cadere, cadere è doloroso.
I più determinati però continuano a tentare, e alla fine molti di loro riescono nella loro impresa.
Io no. Io non tento nemmeno. Io ho paura. Paura di cadere, paura di sbagliare e, forse, paura dell'uva stessa. 
E finisco per ripetermi “è acerba. Quando sarà matura cadrà da sé” mentre resto a guardarla dal basso.
Ma in fondo non ci credo veramente. In fondo so che dovrei saltare. 
E ancora oggi resto qui a fissarla, mentre il vento primaverile scompiglia il mio pelo fulvo e la Primavera scompiglia il mio cuore.


giovedì 21 maggio 2009

 
blog presentato da: Kerataal
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